Caso Studio #1

Fu(n)ga

Fu(n)ga è un esperimento che coinvolge suono e spazio, inteso come ambiente spaziale, che esplora la relazione tra la crescita dei funghi in ambienti appositamente progettati e controllati, e il suono. Tale esperimento rivela come la creazione di uno spazio, che funge da veicolo per una crescita metabolica, sia soggetto alla stimolazione e alla mediazione degli ambienti atmosferici, come umidità, aria e suono. Le sessioni bio-soniche sono in tutto e per tutto delle esperienze di listening performance che invitano il pubblico a sintonizzarsi in questo spazio polifonico e multitemporale creato da Fu(n)ga. 

Caso Studio #2

Crying Glacier

Potrebbe fare “qua qua” come un’oca, ma un’oca non è; è un ghiacciaio! Il sorprendente “a kind of person” è solo uno degli esempi di quanto strano, e allo stesso tempo seducente, può essere il suono che emette un ghiacciaio. Dal momento in cui gli idrofoni digradando in acqua, si possono cominciare a sentire balbetti di bambin*, suoni di sintetizzatori astratti e tutta una serie di meraviglie sonore. “Il ghiacciaio che piange” è il tributo di Ludwig Berger ai suoni naturali della terra – in questo caso, del Vadret da Morteratsch (Il Ghiacciaio di Morteratsch) – che stanno piano piano svanendo. 

Il novo lavoro è accompagnato da un docu-film diretto da Lutz Stautner.

Caso Studio #3

Nele Möller

Nele Möller: memoria personale, consapevolezza ecologica e pratiche sonore per ascoltare e raccontare le trasformazioni della Selva di Turingia in Germania. Il suo progetto “The Forest Echoes Back” esplora gli effetti del cambiamento climatico e dell’industrializzazione di tutta l’area. Il suo approccio è quello di mettersi in ascolto di alberi, insetti, cacciatori, forestali, attivisti e comunità, attraverso la creazione di spazi condivisi come workshop, soundwalk e installazioni.

Caso Studio #4

La Natura ci parla?

Nel nuovo episodio incontriamo Ludwig Berger, artista, musicista ed educatore, che da oltre dieci anni registra i suoni dello scioglimento dei ghiacciai. Con il suo progetto Melting Landscape, Berger ci invita ad ascoltare i brusii nascosti della Natura, vibrazioni, sussurri e ritmi che raccontano la fragilità del pianeta.

Caso Studio #5

Felicity Mangan

Artista e compositrice australiana, Mangan sviluppa la sua pratica attraverso un’attenta esplorazione sul campo, dove ricerca, suono e performance si intrecciano. Da questi processi emergono strumenti personalizzati, modellati dalle interazioni con gli ecosistemi e i luoghi attraversati. L’ascolto delle “sinfonie” delle rane in diversi habitat rivela variazioni acustiche impercettibili, mettendo in luce forme complesse di comunicazione non umana e invitando a rivedere prospettive antropocentriche e relazioni con l’ambiente. La sua pratica, guidata da etica e collaborazione, sottolinea responsabilità e cura nel dialogo con la natura. Accanto alle esperienze immersive, il suo lavoro si espande in educazione, attivismo artistico e ricerca, ispirando comunità e giovani artisti a un impegno consapevole tra suono, arte ed ecologia.

Caso Studio #6

Dorotea Dolinšek

Artista intermediale con base a Lubiana, Dorotea Dolinšek lavora all’intersezione tra arte, scienza e tecnologia, esplorando le condizioni della vita in ambienti radicali come lo spazio extra-atmosferico. La sua ricerca utilizza biotecnologia, performance sensoriale e pratiche speculative per interrogare il rapporto tra corpo umano, organismi non umani ed ecosistemi estremi. Attraverso metafore come il respiro, la cooperazione e la dipendenza biologica, il suo lavoro riflette sulle crisi ecologiche contemporanee e sulle profonde trasformazioni del nostro modo di abitare il pianeta. In questa intervista, Dolinšek racconta come l’arte possa diventare uno spazio di esperienza, vulnerabilità e negoziazione, invitando il pubblico a ripensare la vita, sulla Terra e oltre, come una rete di interdipendenze.

Caso Studio #7

Robertina Šebjanič

Robertina Šebjanič, artista e ricercatrice slovena, lavora tra arte, suono e scienza, esplorando le soglie fluide dell’idroecologia. La sua pratica si sviluppa attraverso l’ascolto degli ambienti acquatici – mari, fiumi e laghi – per rendere percepibili le complesse relazioni tra ecosistemi, tecnologie e presenza umana. Utilizzando idrofoni e pratiche di registrazione subacquea, Šebjanič porta alla luce mondi sonori spesso invisibili, rivelando come il rumore antropico, l’industrializzazione e i conflitti geopolitici influenzino la vita marina.

Caso Studio #8

Csaba Hajnóczy

Musicista, compositore e musicologo con base a Budapest, Csaba Hajnóczy è docente alla Moholy-Nagy University of Art and Design e ideatore di i CENSE, un network nato per colmare un vuoto geografico e culturale nel panorama dell’ecologia acustica, ispirato a modelli internazionali ma radicato nei contesti locali dell’Europa centrale e orientale. Attraverso pratiche come i radical soundwalks, la condivisione di conoscenze e la collaborazione tra artisti, ricercatori e comunità, CENSE abilita il suono ad emergere come strumento di ascolto critico, sensibilizzazione e azione.